Categoria: Pensiero computazionale

Pensiero computazionale – Programmazione su carta a quadretti 5

Oggi pomeriggio ogni bambino ha inventato un disegno sul quadrato 5×5 e ha scritto i comandi.

Poi abbiamo tagliato le due parti (disegni e comandi) e i bambini si sono scambiati i comandi. Infine i bambini hanno confrontato il proprio disegno con quello del compagno, per verificare se avevano interpretato correttamente il codice. Ovviaqmente è successo di tutto, perchè alcuni avevano sbagliato a scrivere il codice.

Ecco un esempio di lavoro che è andato a buon fine.

Pensiero computazionale – Programmazione su carta a quadretti 4

Stamattina abbiamo dedicato circa 15 minuti a questo esercizio. La maggior parte dei bambini è riuscita a completare il disegno della maschera in modo corretto; alcuni si sono confusi perchè non hanno saputo interpretare la singola freccia o il singolo simbolo di riempimento. Continueremo ad esercitarci perchè parteciperemo ad un evento di programmazione su carta a quadretti per RosaDigitale.

Pensiero computazionale – Programmazione su carta a quadretti 3

Stamattina abbiamo avuto pochissimo tempo per lavorare. Dato che questa settimana abbiamo lavorato molto, ho pensato di proporre solo tre esercizi di programmazione a quadretti. Basandomi su un intervento del prof. Bogliolo, che suggerisce alcuni modi per semplificare il codice proposto da Programma il futuro, ho riformulato con i miei scolari l'uso dei simboli (frecce e riempimento). In effetti per loro adesso è più semplice lavorare, perchè ogni riga di codice corrisponde a una riga della carta quadrettata.

Nel primo disegno (il cuore) abbiamo semplificato, in due passaggi, il codice. Nel secondo disegno (il cane) abbiamo lavorato di nuovo insieme, per consolidare il diverso utilizzo dei simboli e introdurre il colore. Nel terzo esercizio i bambini hanno copiato il codice scritto da me alla LIM e hanno poi disegnato l'albero seguendo le istruzioni.

Mentre copiavano il codice, c'è stato questo dialogo.
Melissa: "Ma potrebbe essere un albero?"
Io: "Sì, potrebbe".
Alessandro: "Ma come hai fatto a indovinare, Melissa?"
Melissa: "Eh, ci sono il verde e il marrone… ho pensato a un albero".
Alessandro, con tono molto deluso: "Ah, ma l'hai capito dai colori, allora, non dalle frecce!"

Pensiero computazionale – Programmazione su carta a quadretti 1

In questi giorni ho presentato la programmazione su carta a quadretti, seguendo il percorso illustrato su Programma il Futuro.

Il primo giorno ho presentato il linguaggio di programmazione, formato dalle frecce e dal simbolo per il riempimento. Ogni giorno abbiamo lavorato con un disegno diverso, ma sempre su quadrati 3×3. 

Il terzo giorno, cioè oggi pomeriggio, dopo aver disegnato e programmato il disegno arancione, abbiamo fatto la staffetta, come proposta da Programma il Futuro, con la classe divisa in 6 squadre da 4: per i bambini è stato difficilissimo, solo un gruppo è riuscito a scrivere in modo abbastanza corretto l'algoritmo.

 

Pensiero computazionale – I mostri 2

Seconda attività dedicata al pensiero computazionale: ogni bambino ha disegnato un mostro e ha scritto la sua descrizione, utilizzando il catalogo dei mostri; poi ha completato una schedina con la descrizione del suo mostro (uguale a quella scritta sul quaderno). Abbiamo raccolto le schedine e ognuno ne ha presa una di un altro bambino, l'ha incollata sul quaderno e ha riprodotto il mostro del compagno. Infine c'è stato un momento di confronto per controllare che tutti avessero seguito correttamente le istruzioni.

Abbiamo concluso con un momento di riflessione sugli algoritmi.

 

Pensiero computazionale – I mostri 1

Oggi ho introdotto la prima lezione tradizionale proposta da Programma il futuro, che consiste nel lavorare su alcuni processi cognitivi, caratteristici del pensiero computazionale, come la decomposizione, la costruzione di algoritmi e l'astrazione.

L'attività utilizza un catalogo dei mostri, per costruire delle facce più o meno orribili. L'obiettivo è quello di insegnare ai bambini a scomporre un problema (le parti che compongono le facce) e costruire un algoritmo (una serie di istruzioni), che devono guidare un altro bambino nella realizzazione della faccia mostruosa.

Ho preparato a casa i lucidi con le varie parti (occhi, orecchie, nasi e bocche) e ho stampato le facce. Ho diviso la classe in 5 gruppi e ho dato a ogni gruppo i lucidi di una parte del viso, con l'incarico di sceglierne uno. Con le parti scelte da ogni gruppo, abbiamo composto la faccia dell'"Orribile Bizzarro". I bambini l'hanno copiata e poi insieme abbiamo costruito l'algoritmo.

Per la seconda attività ho riformato i gruppi, ridato ad ogni gruppo i lucidi con le tre tipologie di una parte del corpo e la descrizione del mostro scritta e stampata da me. Sulla base della descrizione, ogni gruppo ha scelto il lucido giusto e abbiamo composto il mostro. Analizzando le sue caratteristiche gli è stato dato un nome, poi i bambini hanno ricopiato la faccia e incollato la descrizione.