L’energia

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L'energia è ciò che muove o trasforma la materia.
E' la capacità di compiere un lavoro.

Facciamo un esempio.
Quando carico l'arco, la freccia si carica di energia potenziale.
Quando lascio andare la freccia, l'energia immagazzinata si trasforma in energia cinetica, cioè in movimento.

Funziona così.
L'arco lavora sulla freccia quando parte il tiro e la freccia lavora sul bersaglio quando lo colpisce.

L'energia può assumere forme diverse.

Nel cibo, ad esempio, è immagazzinata l'energia chimica che il nostro corpo utilizza per tirare con l'arco, correre, giocare, pensare e fare moltissime altre cose.

Le centrali elettriche e le pile forniscono energia elettrica.

Il sole è la principale fonte di energia luminosa.

Le pale eoliche, l'acqua che scorre, un'automobile o un'onda sonora sono tutte forme di energia meccanica.

Nelle nostre case, i termosifoni e il forno producono energia termica.

L'energia nucleare si libera quando si rompono o si fondono gli atomi.

 

Le fonti di energia

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Esperimenti

Azionare una cella fotovoltaica

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La tecnologia fotovoltaica consente di trasformare direttamente la luce solare in energia elettrica, senza necessità di meccanismi in movimento.

Essa sfrutta il cosiddetto "effetto fotovoltaico", che è basato sulla proprietà di alcuni materiali semiconduttori (ossia con caratteristiche sia di conduttore elettrico sia di isolante termico) come, ad esempio, il silicio.

Questi materiali, colpiti dalla radiazione solare, sono in grado di generare elettricità.

Ad un corso organizzato da Legambiente, ci hanno prestato un pannello fotovoltaico, collegato con dei fili elettrici ad una piccola "macchina" in compensato, con una piccola elica e una lampadina.

Quando il pannello veniva messo al sole, dopo pochi secondi la ventola cominciava a girare vorticosamente, oppure si accendeva la lampadina, a seconda di quale parte era stata collegata al pannello.

Noi abbiamo utilizzato una lampada potente, perchè il pannello ci è stato prestato in una piovosa giornata invernale. Però ha funzionato lo stesso!

 

Produrre il biogas

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Il biogas deriva dalla decomposizione di biomasse ad opera di organismi anaerobici. Per fare questa esperienza abbiamo preso un grosso barattolo di vetro con il tappo a vite.

Al centro del tappo abbiamo praticato un foro, in cui abbiamo inserito un tubicino di gomma. Abbiamo sigillato il tubo sul tappo con il silicone.

gas3Il giorno in cui è cominciato l'esperimento, abbiamo tappato per bene il buco d'uscita del tubicino di gomma. Poi abbiamo riempito il vaso di rifiuti organici (insalata, bucce di frutta, foglie secche) e terra, che contiene i microorganismi decompositori.

 

Per circa 4 settimane abbiamo osservato le trasformazioni nel vaso. Non è successo nulla di particolare, il materiale all'interno è diminuito di volume, come se si fosse compattato; sul vetro, all'interno del barattolo, si sono formate delle gocce di umidità.

Le foglie sono marcite e tutta la massa ha assunto un colore marrone. Dopo un mese abbiamo preso il barattolo e tagliato il tubicino.

Per qualche istante si è sentito distintamente il sibilo del biogas che usciva dal tubo. Si è sentito anche un odore simile al gas delle automobili.