La classificazione degli esseri viventi ha una storia affascinante e, nel corso degli anni, gli scienziati hanno proposto diversi modelli.
Oggi, il sistema più comunemente insegnato e utilizzato a livello scolastico e divulgativo è la classificazione in 5 regni (proposta dal biologo Robert Whittaker nel 1969). Tuttavia, la scienza moderna utilizza spesso una classificazione più recente basata su 3 domini e 6 regni.
Il modello classico a 5 regni
Questo modello suddivide la vita sulla Terra in cinque grandi gruppi in base alla complessità cellulare (procarioti vs. eucarioti) e al modo in cui ottengono il nutrimento.
Regno delle Monere: comprende tutti gli organismi unicellulari e procarioti (privi di un nucleo cellulare definito), come i batteri e le alghe azzurre.
Regno dei Protisti: un gruppo molto vario che fa da “ponte” tra i procarioti e gli altri eucarioti. Comprende organismi prevalentemente unicellulari eucarioti (con un nucleo ben definito), come le amebe, i parameci e le alghe unicellulari.
Regno dei Funghi: organismi eucarioti (sia unicellulari come i lieviti, sia pluricellulari come i funghi a cappello e le muffe) che non compiono la fotosintesi. Si nutrono per assorbimento di sostanze organiche decomposte.
Regno delle Piante: organismi pluricellulari eucarioti autotrofi. Significa che producono il proprio nutrimento da soli attraverso la fotosintesi clorofilliana.
Regno degli Animali: organismi pluricellulari eucarioti eterotrofi. Non possono produrre il proprio cibo e devono quindi ingerire altri organismi per sopravvivere.
Il modello moderno a 3 Domini e 6 Regni
Con l’avvento della genetica e dello studio del DNA (grazie al microbiologo Carl Woese negli anni ’90), gli scienziati si sono resi conto che il regno delle Monere conteneva due gruppi di organismi microscopicamente simili ma geneticamente ed evolutivamente diversissimi.

E i virus? I virus non appartengono a nessuno di questi regni. La comunità scientifica generalmente non li considera “esseri viventi” in senso stretto, poiché non hanno una struttura cellulare propria e non possono riprodursi senza infettare una cellula ospite.
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