La distribuzione dell’acqua sulla terra
Osservando la Terra ci si accorge subito che la sua superficie è per la massima parte occupata dai mari e dagli oceani.
Il nostro pianeta, infatti, è occupato per circa il 70% dalle acque mentre solo il 30% è occupato dalle terre emerse.
La quantità d’acqua sulla Terra è immensa: si stima intorno ai 1400 milioni di miliardi di tonnellate.
La gran parte di essa, il 97,2%, è rappresentata da acqua di mare o salmastra, inutilizzabile da bere, ma usata per lavare, per l’irrigazione e per la maggior parte degli usi industriali.
L’acqua dolce è ugualmente presente sul pianeta in quantità molto grandi (40 milioni di miliardi di tonnellate).
Tuttavia è trattenuta per la maggior parte dalle calotte glaciali e dai ghiacciai (2,15%); solo il rimanente 0,65% è suddiviso tra laghi, fiumi, acque sotterranee e atmosfera.
L’insieme delle acque costituisce una sfera ideale a cui si dà il nome di idrosfera.
Cos’è l’acqua?
Nella sua forma pura, l’acqua è un composto chimico, unione di due differenti elementi: ossigeno e idrogeno.
Due atomi di idrogeno con carica positiva si uniscono a un atomo di ossigeno con due cariche negative, formando la molecola H2O.
Un cucchiaino d’acqua contiene milioni di queste molecole!
Ogni molecola di acqua termina con una carica negativa da un lato e una carica positiva dall’altro.
Questo fa sì che l’acqua sia un po’ viscosa.
Grazie alla viscosità dell’acqua, le molecole si raggruppano per formare goccioline e anche per questa viscosità sulla superficie dell’acqua si forma una sorta di pellicola, chiamata tensione superficiale.
L’acqua è l’unica sostanza che si trova in natura nei tre stati di aggregazione: solido, liquido e gassoso.
Allo stato solido è presente sotto forma di ghiaccio, nella neve, nella grandine, nella brina e nelle nubi.
Allo stato liquido si trova sotto forma di pioggia e rugiada, ma soprattutto forma oceani, mari, laghi e fiumi.
Allo stato gassoso è presente come nebbia e vapore ed è il principale costituente delle nuvole.
L’acqua si solidifica alla temperatura di 0° e diventa ghiaccio, aumentando di volume; alla temperatura di 100° comincia a bollire e ad evaporare.
Una caratteristica del ghiaccio è che si solidifica molto lentamente dalla superficie verso il basso; questa è una fortuna per i pesci, che altrimenti rimarrebbero imprigionati nel ghiaccio!
L’acqua è considerata un solvente universale, cioè la si può utilizzare per diluire quasi tutto.
Quando l’acqua finalmente arriva a noi si è arricchita di tutte le sostanze chimiche e i sali minerali che ha sciolto nella terra e nelle rocce attraverso le quali è passata.
Queste sostanze possono modificare le proprietà dell’acqua.
Ad esempio i sali contenuti nell’acqua del mare abbassano il punto di congelamento degli oceani.
L’acqua può essere dura o leggera.
L’acqua dura contiene calcio, magnesio e altri metalli disciolti.
Sono i residui biancastri che rimangono nella pentola quando cuoci la pasta.
Una delle principali caratteristiche dell’acqua è che può reagire con tante cose.
La sua versatilità permette molte reazioni chimiche, che sono indispensabili per la vita sul nostro pianeta.
Tutta la vita sulla terra dipende dall’acqua.
È l’ingrediente principale del sangue, delle nostre cellule e rappresenta circa il 65% del nostro peso corporeo.
L’acqua allo stato liquido non è un elemento molto diffuso nel sistema solare.
La maggior parte dell’acqua che troviamo in natura non si può utilizzare, perchè è ghiacciata o salata.
Solo l’1% dell’acqua è pronta per essere bevuta.
L’acqua che beviamo è spesso potabilizzata, cioè resa potabile (= bevibile) attraverso un procedimento che la libera da tutte le sostanze che la renderebbero sgradevole o nociva.
L’acqua copre circa il 70% della superficie del nostro pianeta.
Se sulla terra non ci fosse l’acqua, probabilmente non saremmo qui.
L’acqua nella storia
Per milioni di anni l’acqua fu l’unico ambiente in cui potesse manifestarsi la vita.
Circa 4 milioni di anni fa comparvero i primi ominidi, che come tutti gli altri esseri viventi dipendevano dall’acqua potabile.
Con la sua evoluzione, l’uomo cominciò a influire sempre più sulla “storia” dell’acqua: dalle prime cisterne per raccogliere l’acqua piovana nell’età del bronzo, agli imponenti acquedotti romani, alle moderne reti idriche.
Ci sono anche casi di cambiamenti ambientali drammatici, che hanno costretto l’uomo ad abbandonare vasti territori a causa della siccità: è il caso del deserto del Sahara. Clicca qui per scaricare una presentazione sulle pitture rupestri dell’Acacus.
Presentiamo qui di seguito il lavoro realizzato da una classe quarta.

I PRIMITIVI – Noi primitivi siamo stati i primi a coltivare la terra.
Noi abbiamo imparato che un seme grazie all’acqua rinasce a nuova vita e permette anche la nostra sopravvivenza. Per nutrirci abitiamo vicino ai fiumi e ai laghi che sfruttiamo per allevare il bestiame.
L’acqua è una fonte di vita naturale e serve a rinfrescarci il corpo dentro e fuori.

I MESOPOTAMICI – Noi Mesopotamici Coltiviamo e andiamo a prendere l‘acqua nei fiumi che circondano e proteggono le nostre terre: Tigri ed Eufrate. I nostri bambini leggono, scrivono e gli piace giocare con le spade di legno, per fare finta di essere guerrieri.
Ognuno ha il giardino pensile che contiene le palme. Però quello che è più importante è lo “zigurat” della città, che usiamo come tempio e persino come magazzino.
Il più famoso è la torre di Babele.

GLI EGIZI – Noi Egizi abitiamo in una regione in cui piove poco e il cielo è quasi sempre sereno.
Il calore del sole è intenso, il territorio è fertile e abitabile solo nelle valli bagnate dal fiume Nilo. Noi preghiamo molto i nostri Dei che se sono clementi ci premiano con la piena del fiume.
Quando la portata delle acque diminuisce e il fiume Nilo rientra nel suo letto, sui terreni rimane una specie di fango, detto Limo, sul quale gli agricoltori procedono alla semina.
Se la quantità delle acque è troppo abbondante i terreni allagati si trasformarono in paludi, non è possibile coltivare e passeremo mesi di carestia. Allora il nostro Faraone ci permette di lavorare come muratori per costruire i tempi e le piramidi.

GLI EBREI – Noi Ebrei siamo nomadi e pastori. Un giorno, per cercare l’acqua, siamo capitati in Egitto.
Noi lì stavamo bene e facevamo bere i nostri greggi, ma ci hanno visti gli Egizi e ci hanno catturati e trattati come loro schiavi. E per avere l’acqua e cibo dovevamo lavorare giorno e notte.
Poi la mattina ci svegliavamo e ricominciavamo a lavorare per costruire i monumenti per i loro falsi dei.

I FENICI – Noi siamo i Fenici.
Siamo esperti marinai e mercanti. Sfruttiamo il mare navigando, così commerciamo più facilmente.
Abitiamo vicino al più grande deserto del mondo, in un posto difficile da coltivare, ma abbiamo i cedri.
Il cedro è un legno molto utile con il quale costruiamo le nostre indistruttibili navi.

I GRECI – Noi siamo i Greci. A Sparta si impara a combattere sopra alle montagne e ad Atene si impara a ballare e suonare la lira. Noi Greci usiamo l’acqua per navigare e conquistare nuove regioni.

GLI ETRUSCHI – Noi siamo gli Etruschi.
Ci siamo serviti dell’acqua per coltivare grano, olio e vino che esportiamo via mare.
Gli architetti costruiscono grandiose opere per irrigare i campi e per prosciugare le paludi sulle coste.

I ROMANI – Noi Romani abbiamo costruito gli acquedotti per trasportare l’acqua alle città.
Tramite condutture in piombo, legno o argilla, l’acqua arrivava agli edifici e alle fontane.
Per attraversare i fiumi abbiamo costruito i ponti, come il Ponte di Tiberio a Rimini.
Dall’acqua del mare abbiamo preso il sale.
Il fiume Tevere ci è servito per trasportare i prodotti dell’agricoltura e per ricevere merci dal mare.
Il mare era abbastanza vicino a Roma per offrire i suoi vantaggi: abbiamo costruito i porti per sfruttarlo al meglio.

NEL MEDIOEVO – Gli architetti dei monasteri spesso utilizzavano le tecniche romane per costruire le tubazioni per l’acqua, che erano fatte di argilla, legno, piombo.
Nei castelli e nelle fortezze, l’approvvigionamento di acqua doveva essere garantito anche durante gli assedi.
Per questo motivo si utilizzavano i pozzi a carrucola per prelevare l’acqua dalle fonti sotterranee, e le cisterne per raccogliere l’acqua piovana.
Nell’epoca dei Comuni, vi era un responsabile cittadino dei pozzi, che controllava l’efficienza del sistema di approvvigionamento. Chi sporcava i pozzi veniva punito duramente.
Pochissime case erano collegate alla rete pubblica.
Donne e servitori si occupavano di andare a prendere l’acqua nei pozzi della città.

NELL’ETA’ MODERNA – Nel XIX secolo nascono in Europa impianti cittadini dove l’acqua è sottoposta a pressione. Prima furono collegati i terreni, poi le tubature furono portate fino alle cucine.
I sanitari privati come il WC, la stanza da bagno e la doccia si diffondono nelle città solo agli inizi del XX secolo, in campagna spesso solo dopo la seconda guerra mondiale.
Il collegamento alla rete di approvvigionamento dell’acqua favorisce il diffondersi di microbi e agenti patogeni; perciò l’acqua va resa pura con sostanze chimiche.

NELL’ETA’ CONTEMPORANEA – Nel XX secolo si comprende l’importanza dell’igiene per vivere meglio ed essere più sani.
Il consumo di acqua di ogni persona aumenta molto, così come aumenta la popolazione mondiale.
Oggi tutte le case sono collegate alla rete idrica. Le centrali idriche vengono alimentate soprattutto dall’acqua dei laghi naturali e artificiali, le falde acquifere sono sottoposte a un intenso sfruttamento.
Per la preparazione dell’acqua potabile oggi vengono utilizzati filtri al carbone attivo, raggi UV, filtri a sabbia e a membrana.