Ho restaurato la vecchia scheda degli sciatori, che utilizziamo per affacciarci al mondo dei numeri decimali. Proprio ieri sono finite le Olimpiadi di Milano Cortina e quindi siamo in tema.
Comincio raccontando ai bambini che i primi numeri inventati dall’uomo furono i numeri naturali, poi comparvero le frazioni e intorno al 1600 comparvero i numeri decimali, come riscrittura delle frazioni decimali, dovuta in larga parte al matematico scozzese John Napier. Proprio come noi, che prima abbiamo studiato i numeri naturali, poi le frazioni e ora i numeri decimali. In effetti il curricolo di matematica ripercorre l’evoluzione plurimillenaria del sistema di numerazione, delle tecniche di calcolo e delle misure.
Ci concentriamo quindi sulla scheda degli sciatori. Il percorso dei quattro sciatori è diviso in 10 parti (decimi). Nella seconda pagina il percorso viene riscritto con i numeri decimali: il percorso non concluso vale 0 (unità o interi) e 1/3/7 bandierine (o decimi). Il percorso concluso vale 1 unità e 0 decimi.
Il passaggio dalle frazioni decimali ai numeri decimali è molto intuitivo e di solito i bambini lo capiscono subito.
A questo punto, se seguissi alla lettera il progetto PerContare, dovrei ripassare con i miei alunni le moltiplicazioni a gelosia, che rispecchiano il lavoro fatto con i rettangoli. Tuttavia lo scorso anno non abbiamo utilizzato questo metodo e non mi sento pronta a lasciare le vecchie abitudini.
Con il lavoro sui diagrammi rettangolo abbiamo rinfrescato la memoria sulla proprietà distributiva, che oggi utilizziamo in questo modo.
Oggi pomeriggio abbiamo completato una pagina sulle moltiplicazioni x10 x100 x1000. Poi abbiamo risolto insieme sul quaderno tre problemi con due operazioni che sono sul nostro libro.
Da tempo desideravo realizzare con i miei alunni questa attività, di cui questo video è solo uno dei tanti che si possono trovare su YouTube.
https://www.youtube.com/watch?v=kxhsZTPDd_Y
Stamattina abbiamo iniziato a lavorare sul quaderno di geometria e abbiamo realizzato un parallelepipedo. Dato che il disegno con riga e squadra a 8 anni è impensabile, l’ho sostituito con una fotocopia su carta da incollare sul quaderno. Lo sviluppo da piegare l’ho fotocopiato su cartoncino e abbiamo usato un robusto filo di cotone. I fori sono stati fatti con una fustella. I bambini si sono dimostrati capaci di realizzare il modello.
Successivamente i bambini hanno completato la tabella dei numeri da 501 a 600 e risolto delle equivalenze tra u, da e h. Per le equivalenze ho usato queste tabelle, che ho copiato da un libro “antico” della nostra biblioteca.
Stamattina ho chiamato alcuni bambini a ripetere quello che abbiamo studiato insieme sul sistema di numerazione e sull’addizione. Abbiamo ripassato insieme i termini della sottrazione, facendo alcuni esempi (solo oralmente) di problemi di resto, quanto manca e differenza.
Poi abbiamo completato sul libro la tabella della sottrazione, con una serie di riflessioni sul fatto che non è sempre possibile, lo zero al sottraendo è l’elemento neutro e non gode della proprietà commutativa.
Sempre sul libro i bambini hanno completato la pagina dei calcoli veloci, che poi abbiamo corretto insieme.
Dopo un veloce ripasso dei termini dell’addizione e della proprietà commutativa, affrontiamo la proprietà associativa sempre sul libro si testo. La proprietà associativa in realtà i miei alunni la usano già, ma senza saperlo, quindi l’importante è che comincino ad esserne consapevoli.
Qualche giorno fa su Amazon ho comprato un chilo e mezzo di jelly bean alla frutta, per ripetere un’esperienza che feci con un’altra terza. Oggi pomeriggio utilizziamo le jelly bean e i sacchetti richiudibili per:
creare le decine inserendo 10 jelly bean in 100 sacchettini richiudibili;
creare le centinaia, mettendo 10 sacchetti da 10 jelly bean in ognuno dei 10 sacchetti richiudibili più grandi;
creare le migliaia mettendo i 10 sacchetti da 100 jelly bean ciascuno in un sacchetto grande che rappresenta il migliaio;
ho distribuito a ogni bambino due jelly bean di quelle rimaste come premio per il lavoro;
per garantire un minimo di igiene (non vogliamo buttare le jelly bean) abbiamo usato piatti, cucchiaini e guanti.
Avremmo potuto fare questo lavoro con le cannucce e gli elastici, ma le jelly bean occupano meno posto e poi si possono mangiare. I bambini italiani non le conoscono e sono divertenti, perchè hanno un sacco di gusti, alcuni decisamente strani tipo butterscotch o marshmallow, oltre ai soliti lemon o raspberry. Si crea un interesse che va oltre la matematica e secondo me aiuta a fissare nella memoria dei bambini tutto il lavoro fatto per raggruppare le caramelline in decine, centinaia e migliaio.
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